domenica 8 febbraio 2009

Assignment # 3

Il formato PDF : e i libri scomparsero per...tecnologia...

Per la serie "meglio tardi che mai" ho finalmente approfondito la conoscenza del PDF...
La sigla recita "Documento in formato portatile": il vantaggio di avere un formato di file, indipendente da hardware, software e ogni tipo di settaggio o di piattaforma utilizzata, già puo rendere bene l'idea. In pratica un formato di files che viene letto e soprattutto codificato sempre nello stesso modo:

l'equivalente di un libro dentro un monitor, provvisto anche di indicizzazione.
Potrebbe esser definito il formato per documenti "pronti da stampare".
Il documento può essere addirittura criptato con password:così facendo, può essere bloccata l'alterazione del documento, che in tal modo può venire soltanto letto o stampato.Oppure la password può limitare la lettura a pochi utenti.
Cosa c'è meglio di un libro inalterabile, sicuro e neppure soggetto all'usura..?
Inoltre nella lettura di un documento possono essere inseriti link, che rimandano a qualsiasi programma, filmato, suono o sito web in linea. Possono essere fatte miniature di ciascuna pagina, in modo da cercare le pagine interessate molto più velocemente.
Quindi più di un libro, direi un documento interattivo...
E non è finita qui, per leggere un documento in PDF, oltre che di un computer(ovviamente...), c'è bisogno di un unico mezzo, l'installazione di un "lettore", come Acrobat Reader, peraltro scaricabile gratuitamente dal web.
Allora allarghiamo un pò il pensiero: un documento interattivo che può essere facilmente condivisibile e leggibile nello stesso momento da tutti.
Non è un caso che si parli ormai di poter catalogare intere biblioteche, milioni di libri, con questo formato. Forse la tecnologia segnerà la scomparsa del fascino del "quieto leggere" sui vecchi libri di carta..?Forse...se non altro la scomparsa dei libri potrebbe segnare la "comparsa "di qualche albero in più...


lunedì 2 febbraio 2009

Il Viaggio delle Connessioni

Mi è piaciuto navigare in questo mare, in questo oceano.
A volte mi sono fermato in qualche porto, a volte ho avuto l'occasione di arricchirmi, di crescere, di diventare più saggio.
Ho visto altre navi nel mio viaggio senza una precisa meta.
Spesso mi sono fermato a parlare con gli altri navigatori. Ho condiviso idee, pensieri.
Abbiamo spesso discusso su quanto fosse vantaggioso, ma allo stesso tempo difficile navigare:
l'Oceano è vasto, e vasto è il numero delle scelte, delle motivazioni, degli obiettivi.
C'è chi è partito, ma è rimasto vicino a casa. Chi si è allontanato, qualcuno forse troppo lontano dalle altre navi, dagli altri porti.
Una paura, un dubbio mi fa pensare.
Forse sono stato un viaggiatore solitario..?
Forse ho sbagliato nello scegliere questa strada..?
Non lo so. Alla fine ognuno segue una propria meta, perchè ognuno ha stimoli diversi.
Se non altro questo viaggio mi è stato utile.
Ho potuto conoscere meglio l'oceano, le sue potenzialità.
Ho potuto esporre le mie idee e confrontarmi con gli altri navigatori.
Credo che, come ogni viaggio, mi abbia portato conoscenza, esperienza.
Penso che questo possa spingere un navigatore anche a continuare il suo viaggio...

venerdì 30 gennaio 2009

"Compagnia dei buoni ed onesti"...

Comincio a odiare tutta questa falsità.
Un giorno.:"Come stai?", con un sorriso stampato sulla bocca.Il giorno dopo: cambio di maschera.
Sembra quasi che le mille facce di una persona si possano accumulare dentro l'armadio.Come dire: "Mm..vediamo...oggi metto questa si, mi sembra la faccia giusta per andare a lavoro..."Un pò come le cravatte prima di andare in ufficio...
L'ipocrisia regna sovrana ormai su questo mondo: dalla politica alla pubblicità, o forse è meglio dire dalla pubblicità alla pubblicità (per quello che è diventata la politica...)
Quante volte ho sentito persone confessare "io rispetto qualunque tipo di persona con le proprie differenze", e poi disprezzare profondamente non appena se ne presenti l'occasione.
Diventa poi talmente tangibile in determinate situazioni (e forse insopportabile), che risulta perfino "comoda". E dire che una maschera in quanto tale dovrebbe essere invece scomoda da portare.
E allo stesso tempo le relazioni tra gli individui diventano sempre più vuote.Come potersi fidare di una persona se una minima espressione del viso può corrispondere all'esatto contrario?
Questo seguire tutti i modelli della società pone addirittura un dubbio:
è da considerare falso colui che segue un modello e si estrania da se stesso, oppure colui che proprio non seguendolo, volendo puntare al proprio individualismo, si estrania dall modello?
Qualcuno dirà "quante elocubrazioni mentali!..."(per non dire altro...), ma forse pensando a quanto siano poche e preziose le amicizie, per esempio, come sia raro poter contare su una persona che potresti considerare come un fratello/sorella, diventa tutto più chiaro...
Non c'è più spontaneità, sembriamo attori presenti su di un palcoscenico che cambiano ruolo al cambiare dell'occasione.
Attenzione: non mi dite che c'è qualcuno che non fa parte della compagnia di teatro.L'iscrizione è obbligatoria purtroppo!La chiamerei "Compagnia degli attori buoni ed onesti"...Il problema è che tocca sempre lavorare...

Ho sviluppato un pensiero negli anni, proprio a questo proposito: ognuno è almeno minimamente ipocrita, se non verso gli altri almeno verso se, perchè esserlo fa parte dell'uomo, diciamo che è una caratteristica propria all'individuo facente parte della società.
Anche perchè essere ipocriti a volte aiuta a vivere meglio,ma non è certo questo il lato che voglio criticare..Questa è la "maschera buona", o il lato buono se preferite.
Credo che il lato insopportabile di un grande ipocrita, e la sua debolezza, sia l'evidente mancanza di una personalità che cerca di rendere più deboli gli altri perchè raggiungano il suo stesso livello o stiano, ancora peggio, ad un livello inferiore.

L'ipocrisia è debolezza.Vallo a spiegare a chi ci fa soldi, a chi ne approfitta e/o la usa per interesse...

























mercoledì 28 gennaio 2009

Importante: da "ricordare"...

Ieri, 27 gennaio, è stato il Giorno della Memoria.

Ho spesso discusso di questo giorno perchè secondo me è un giorno che ha bisogno di essere innanzitutto "ricordato".
Ma stavolta non si intende un semplice ricordo del tipo notebook, o agenda, con scritto sopra "compleanno di Luca": ricordare in questo caso vuoldire arrivare a immaginare, riflettere, pensare di potersi trovare in una condizione simile, convincere almeno noi stessi che non dovrà succedere mai più tutto questo.
Mi è capitato di poter leggere, vedere documentari, ascoltare testimonianze.
Sono allibito, sconcertato. La domanda che mi sono posto é "Come è possibile che l'uomo possa giungere fino a questo punto?".
Migliaia e migliaia di ebrei deportati attraverso treni come "bestie", ammassati per giorni senza poter uscire. Ma per andare dove?Per andare verso luoghi da cui probabilmente non sarebbero più usciti, o se fosse stato, non sarebbero più usciti con la voglia di vivere.
Da subito sottoposti ad una selezione, in base a quale poteva essere valutata "la loro capacità di essere sfruttati fino allo strenuo delle forze"; alcuni venivano da subito uccisi, magari davanti a un figlio, una moglie, una madre. Altri addirittura non li hanno neppure più visti i loro parenti, i loro amici.
E a chi sopravviveva, era riservato il" genio" più alto che la crudeltà, la malvagità della mente umana, ha potuto produrre. I "sopravvissuti" (se così possiamo definirli degli uomini senza un'anima) venivano spogliati non solo dei propri vestiti,dei propri oggetti, dei propri ricordi, ma della loro stessa identità. Venivano rasati: e il volto, già incredulo e incapace ormai di soffrire, perdeva altri tratti della bellezza che aveva avuto sino ad allora. Venivano fatti lavorare in condizioni deplorevoleli per giornate intere, senza tener conto del freddo, della fame. E non il segno di un minimo cedimento.Pena? la morte.Completa assenza di condizioni igieniche, quei corpi si trasformavano in un'immagine "pesante" da sopportare alla vista, erano corpo senza vita, ormai privi di ogni minimo accenno della fisicità di un tempo. E i lutti venivano ricosciuti con forni, camere a gas, e quant'altro, in modo da fare sparire ogni traccia della presenza di un'essere umano.E chi può aver fatto tutto questo..? Un'essere umano.
Credo che sia fondamentale ricordare, per non cercare di sbagliare ancora, per parlare ai nostri figli di dove è potuto arrivare il mondo, perchè non si può e non si deve tacere.